Glossario tecnico EBM

23 definizioni divulgative dei termini più usati nella valutazione funzionale sportiva. Per ogni voce trovi cos'è e a cosa serve. Filtra per categoria o cerca per nome.

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23 termini mostrati

Affidabilità e psicometria 7 termini

PsicometriaICC, Intraclass Correlation Coefficient

Coefficiente di correlazione intraclasse utilizzato per quantificare l'affidabilità test-retest di una misura. Valori compresi tra 0.75 e 0.90 indicano buona affidabilità, mentre valori superiori a 0.90 sono considerati eccellenti. Nella pratica della valutazione funzionale, un ICC elevato garantisce che le variazioni osservate tra due sessioni riflettano un cambiamento reale e non un errore di misura. Standard di riferimento: Koo & Li, 2016.

PsicometriaSEM, Standard Error of Measurement

Errore standard di misura: rappresenta la variabilità attesa tra misurazioni ripetute dello stesso soggetto nelle stesse condizioni. Si calcola a partire dalla deviazione standard e dall'ICC. Un SEM basso indica che il test è preciso e che piccole differenze tra due valutazioni possono essere interpretate con maggiore fiducia. È il prerequisito per calcolare l'MDC.

PsicometriaMDC, Minimal Detectable Change

Cambiamento minimo rilevabile: la variazione più piccola che può essere considerata superiore all'errore di misura con un livello di confidenza del 95%. Si calcola come SEM × 1.96 × √2. In ambito clinico e sportivo, un punteggio che supera l'MDC indica un miglioramento (o peggioramento) reale e non attribuibile alla variabilità intrinseca del test.

PsicometriaValidità di costrutto

Capacità di un test di misurare effettivamente la qualità o l'abilità che intende valutare. Si verifica confrontando i risultati del test con misure di riferimento (validità concorrente) o osservando se il test discrimina tra gruppi noti (validità discriminante). Un test con alta validità di costrutto fornisce informazioni meaningful e utilizzabili per la programmazione dell'allenamento.

PsicometriaSensibilità al cambiamento (Responsiveness)

Proprietà psicometrica che indica se un test è in grado di rilevare variazioni clinicamente o funzionalmente rilevanti nel tempo, ad esempio dopo un ciclo di allenamento o un programma riabilitativo. Si misura tramite effect size o standardized response mean. Un test con scarsa sensibilità rischia di non cogliere adattamenti reali avvenuti nel soggetto.

PsicometriaEffect Size

Misura standardizzata dell'entità di un effetto o di una differenza tra due condizioni. Il Cohen's d è la formula più comune: differenza tra medie divisa per la deviazione standard pooled. Valori di 0.2 indicano un effetto piccolo, 0.5 medio, 0.8 grande. Nell'ambito del testing, l'effect size permette di valutare la rilevanza pratica di un cambiamento, indipendentemente dalla significatività statistica.

PsicometriaOxford CEBM, livelli di evidenza

Sistema di classificazione del Centre for Evidence-Based Medicine di Oxford che ordina le evidenze scientifiche su una scala da 1 a 5. Il livello 1 corrisponde a revisioni sistematiche e meta-analisi di studi randomizzati controllati, il livello 5 al parere di esperti senza valutazione critica. Nel catalogo TESTÀRE, ogni test riporta il livello di evidenza delle pubblicazioni che ne supportano l'uso.

Valutazione neuromuscolare 6 termini

NeuromuscolareCMJ, Countermovement Jump

Salto verticale con contromovimento: il soggetto parte in posizione eretta, esegue una rapida flessione degli arti inferiori (fase eccentrica) seguita da un'estensione esplosiva (fase concentrica). È il test di salto più utilizzato per la valutazione della potenza degli arti inferiori. I parametri principali sono l'altezza di volo (cm), la potenza di picco (W/kg) e il rapporto tra fase eccentrica e concentrica.

NeuromuscolareRSI, Reactive Strength Index

Indice di forza reattiva, calcolato come rapporto tra altezza di salto e tempo di contatto al suolo durante un drop jump. Un RSI elevato indica un'efficace utilizzazione del ciclo stiramento-accorciamento (SSC). Valori tipici negli atleti di sport esplosivi vanno da 1.5 a 3.0. L'RSI è particolarmente utile nel monitoraggio della prontezza neuromuscolare e nella valutazione del rischio di infortunio.

NeuromuscolareRate of Force Development (RFD)

Velocità di sviluppo della forza, misurata come pendenza della curva forza-tempo nei primi 50-250 ms di una contrazione. È un indicatore chiave dell'esplosività neuromuscolare, spesso più rilevante della forza massimale assoluta nelle discipline che richiedono azioni rapide. Si misura con pedane di forza o dinamometri isometrici e riflette la capacità di reclutamento delle unità motorie ad alta soglia.

NeuromuscolareForza isometrica massimale (MVC)

Massima forza volontaria che un soggetto può esprimere in una contrazione senza variazione della lunghezza muscolare, misurata tipicamente con dinamometro o cella di carico. Il test mid-thigh pull è tra i più diffusi per la valutazione della forza isometrica globale. L'MVC è utilizzata come riferimento per normalizzare altre misure di forza e per il monitoraggio della fatica neuromuscolare.

NeuromuscolarePotenza meccanica

Grandezza fisica definita come lavoro svolto nell'unità di tempo (Watt). Nel testing sportivo si distingue tra potenza di picco (massimo valore istantaneo) e potenza media (su un intervallo di tempo). La potenza relativa (W/kg) è il parametro più utilizzato per confronti inter-soggetto. Si misura con pedane di forza, encoder lineari, cicloergometri o dispositivi inerziali.

NeuromuscolareLSI, Limb Symmetry Index

Indice di simmetria tra arti, espresso come rapporto percentuale tra la performance dell'arto coinvolto e quello controlaterale. Un LSI ≥ 90% è generalmente considerato il criterio minimo per il return to sport dopo infortunio dell'arto inferiore. Si applica a test di forza, salto, hop test e valutazioni funzionali. Attenzione: un LSI nella norma non esclude deficit bilaterali.

Valutazione cardio-metabolica 5 termini

Cardio-metabolicaVO2max, massimo consumo di ossigeno

Volume massimo di ossigeno che l'organismo è in grado di utilizzare per unità di tempo durante esercizio massimale. Espresso in mL/kg/min, rappresenta il gold standard per la valutazione della capacità aerobica. Si misura tramite analisi dei gas espirati (ergo-spirometria) durante test incrementale su tapis roulant o cicloergometro. Valori tipici: 40-50 per soggetti attivi, 60-80+ per atleti d'élite di endurance.

Cardio-metabolicaSoglia anaerobica (AnT)

Intensità di esercizio corrispondente al massimo steady-state di lattato ematico, ovvero il punto in cui la produzione di lattato inizia a superare la capacità di smaltimento. Si identifica comunemente a una concentrazione di ~4 mmol/L (soglia OBLA) o tramite il protocollo Dmax. È un parametro fondamentale per la prescrizione delle zone di allenamento e per il monitoraggio degli adattamenti aerobici nel tempo.

Cardio-metabolicaSoglia ventilatoria (VT)

Punto di intensità durante un test incrementale in cui si osserva un aumento non lineare della ventilazione polmonare rispetto al consumo di ossigeno. La prima soglia ventilatoria (VT1) corrisponde approssimativamente alla soglia aerobica, la seconda (VT2) alla soglia anaerobica. L'identificazione avviene tramite ergo-spirometria analizzando gli equivalenti ventilatori di O₂ e CO₂.

Cardio-metabolicaLattacidemia

Concentrazione di lattato nel sangue, espressa in mmol/L, rilevata tramite prelievo capillare o venoso durante o dopo esercizio. Il profilo lattato-intensità è utilizzato per identificare le soglie metaboliche e calibrare le zone di allenamento. A riposo i valori normali sono 0.5-2.0 mmol/L; durante esercizio massimale possono superare i 15-20 mmol/L.

Cardio-metabolicaTest incrementale

Protocollo di valutazione a intensità progressivamente crescente, condotto su tapis roulant, cicloergometro o in campo (es. Yo-Yo test, test navetta). L'obiettivo è portare il soggetto all'esaurimento per identificare VO2max, soglie ventilatorie, frequenza cardiaca massima e altri parametri. La scelta del protocollo (rampa continua vs. stadi discreti, durata degli stadi) influenza direttamente i risultati ottenuti.

Screening e valutazione funzionale 5 termini

ScreeningFMS, Functional Movement Screen

Batteria di 7 movimenti fondamentali progettata per identificare asimmetrie, limitazioni di mobilità e deficit di stabilità. Ogni movimento viene valutato su una scala 0-3 per un punteggio totale massimo di 21. Un punteggio composito ≤ 14 è stato associato in letteratura a un rischio maggiore di infortunio, sebbene l'evidenza sia ancora dibattuta. È uno strumento di screening, non diagnostico.

ScreeningY-Balance Test (YBT)

Test di equilibrio dinamico in appoggio monopodalico con raggiungimento in tre direzioni: anteriore, posteromediale e posterolaterale. Le distanze raggiunte vengono normalizzate per la lunghezza dell'arto inferiore. Le asimmetrie destra-sinistra superiori a 4 cm nella direzione anteriore sono state associate a un maggior rischio di infortunio. Il test valuta simultaneamente propriocezione, stabilità di caviglia e controllo neuromuscolare dell'anca.

ScreeningRTS, Return to Sport

Processo decisionale strutturato che guida il ritorno alla pratica sportiva dopo un infortunio. Le linee guida evidence-based raccomandano il superamento di criteri oggettivi multipli: LSI ≥ 90% su test di forza e hop test, assenza di dolore, recupero completo del ROM, superamento di test sport-specifici e prontezza psicologica. Un approccio basato su batterie di test (test battery approach) è oggi considerato il gold standard.

ScreeningBody Composition, composizione corporea

Valutazione delle componenti corporee, in particolare il rapporto tra massa magra (FFM) e massa grassa (FM). Le metodiche più comuni nel contesto sportivo includono la plicometria (stima da pliche cutanee), la bioimpedenziometria (BIA) e la DXA (gold standard). La composizione corporea è un parametro di monitoraggio importante sia per la performance che per la salute dell'atleta.

ScreeningRPE, Rate of Perceived Exertion

Scala di valutazione soggettiva dell'intensità dello sforzo percepito. La scala di Borg originale va da 6 a 20, la versione modificata (CR-10) da 0 a 10. L'RPE è ampiamente utilizzata per quantificare il carico interno di allenamento (session-RPE = RPE × durata in minuti) e per il monitoraggio longitudinale della risposta dell'atleta alla programmazione. La sua validità è supportata da evidenze di correlazione con parametri fisiologici oggettivi.

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